Carenza del personale nei Pronto Soccorso. Interrogazione di Biancani: “Medici interni disponibili a garantire una maggior presenza ma le risorse non sono sufficienti, al contrario la Regione trova i fondi per i medici a gettone.

02.10.2023

Interrogazione di Biancani: "Medici interni disponibili a garantire una maggior presenza ma le risorse non sono sufficienti, al contrario la Regione trova i fondi per i medici a gettone. La priorità della Regione deve essere trovare le risorse per medici e infermieri attualmente in servizio disposti ad allungare il proprio turno".

Per affrontare la carenza del personale medico e infermieristico dei Pronto Soccorso assegnate alla Regione risorse nazionali per ridurre l'uso di medici privati.

I Pronto Soccorso della nostra provincia soffrono da tempo di una grande carenza di personale. Negli ultimi anni i concorsi usciti sono andati deserti impedendo un ricambio adeguato, le motivazioni sono molteplici: carenza generale di medici specializzati in Emergenza-Urgenza, impossibilità di svolgere anche la libera professione, alti livelli di stress, ma anche la bassa retribuzione rispetto ad altre specialità cliniche.

Oggi diversi presidi, come ad esempio il Punto di Primo Intervento di Pergola e il Pronto Soccorso di Urbino, sono in crisi, con diverse decine di turni da 6 o 12 ore, completamente scoperti e ci sono, da tempo, difficoltà anche a Pesaro e Fano.

Per risolvere il problema, la Regione Marche ha deciso di ricorrere sempre di più a società private di medici che copriranno i turni, venendo pagati a gettone. "Il costo dell'ultima operazione approvata – spiega Andrea Biancani, Vicepresidente del Consiglio Regionale, critico rispetto alla scelta - è di ben 600.000 € per coprire pochi mesi nei servizi di Pergola, Urbino e nel Carcere di Pesaro. Un medico a gettone per 4 turni prenderà quanto prende in un mese un medico interno con dieci anni di anzianità alle spalle. Cifre folli, che non migliorano, per altro, la qualità del servizio, visto che, spesso, i medici a gettone non hanno le stesse competenze richieste ai medici interni per stare nei Pronto Soccorso, né la stessa esperienza".

"Da tempo, insieme alla Consigliera Vitri e al Gruppo PD, chiediamo alla Regione di stanziare risorse per risolvere stabilmente il problema, in particolare alzando la retribuzione oraria del personale di questo reparto e bandendo nuovi concorsi a tempo indeterminato. Una soluzione parziale, sulla stessa linea, è arrivata da Roma, dove il Governo, a marzo, con il cosiddetto "Decreto Bollette" ha sancito un aumento dei compensi per le ore aggiuntive che il personale interno si rende disponibile a svolgere, che arriveranno a 100 euro lordi per il personale medico e a 50 euro lordi per gli infermieri. Lo stato ha fissato un limite di spesa per la Regione all'interno dei fondi nazionali per la sanità. Per le Marche parliamo di 1.279.708 € per gli aumenti dei compensi del personale medico e di 511.883 € per gli infermieri."

"La Regione – continua Biancani – sulla base della disponibilità emersa di medici e infermieri ha riscontrato che i medici interni potrebbero fare più ore di prestazioni aggiuntive rispetto a quelle che saranno coperte dai fondi nazionali. Il dato viene riportato dalla Regione stessa nel decreto di assegnazione delle risorse. Nonostante questa disponibilità dei medici interni la Regione trova i fondi per i medici a gettone ma non per coprire più ore di prestazioni aggiuntive".

"Visto che, in questi giorni, è prevista una revisione dei budget destinati alle AST per gli aumenti dei compensi, ho presentato un'interrogazione per chiedere quante ore, di quelle messe a disposizione dai nostri medici, non saranno coperte con i fondi indicati nel decreto nazionale, invitando la Regione a mettere le proprie risorse per coprirle, con l'obiettivo di ridurre veramente il ricorso ai medici esterni".

"Altre regioni, in particolare Lombardia e Veneto, già dall'anno scorso, con provvedimenti e fondi propri, hanno anticipato la scelta del governo, ed hanno aumentato i compensi di medici e infermieri dei Pronto Soccorso. Perché le Marche non seguono lo stesso percorso e continuano, invece, ad affidarsi alle società private per far fronte alla carenza del personale? Mi auguro che dietro la soluzione dei medici a gettone non si nasconda l'ennesimo tentativo di privatizzare la sanità regionale, con la scusa della carenza di personale pubblico, quando c'è la disponibilità dei nostri medici e infermieri a lavorare di più, in particolare se adeguatamene remunerati. Un costo che, è bene ribadire, sarebbe comunque inferiore rispetto a quello dell'utilizzo di personale esterno".

Andrea Biancani – Vicepresidente Consiglio Regionale Marche